Skip to main content
Autorità federali svizzere

G COMMERCIO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO


Questa sezione include il commercio all'ingrosso e al dettaglio (cioè la vendita senza trasformazione) di ogni genere di beni, nonché la fornitura di servizi accessori alla vendita di merci. Il commercio all'ingrosso e il commercio al dettaglio costituiscono le fasi finali della distribuzione delle merci. I beni sono oggetti fisici, risultato di un processo di produzione, per i quali esiste una domanda, sui quali possono essere stabiliti diritti di proprietà e la cui proprietà può essere trasferita da un'unità all'altra attraverso transazioni sui mercati. Questa definizione è coerente con le definizioni e i concetti applicati nell'ambito della Bilancia dei pagamenti, del gruppo di lavoro del G20 sull'economia digitale, dell'Handbook on Measuring Digital Trade, eccetera.

Il commercio all'ingrosso e al dettaglio costituiscono le fasi finali della distribuzione delle merci. A tal fine, vengono svolte attività ausiliarie (cfr. linee guida della NOGA, capitolo 2.4), che comprendono una serie di operazioni (o manipolazioni) abitualmente associate al commercio, come ad esempio il triaggio, la calibratura e l'assemblaggio di beni, la miscelazione (associazione) di beni (ad esempio la sabbia), l'imbottigliamento (con o senza preventiva pulizia delle bottiglie), il confezionamento, la suddivisione e il riconfezionamento per la distribuzione in lotti più piccoli, l'immagazzinaggio (anche con congelamento o refrigerazione). Se non vengono svolte come operazioni (o manipolazioni) abituali legate al commercio, le attività menzionate possono essere esercitate come attività principali, secondarie o ausiliarie in altre sezioni della NOGA.

La distinzione tra il commercio all'ingrosso (divisione 46) e il commercio al dettaglio (divisione 47) si basa sulla tipologia di clientela.

Il commercio all'ingrosso consiste nella rivendita di articoli e prodotti nuovi o usati a dettaglianti, nel commercio tra imprese (ad esempio verso utilizzatori industriali, commerciali, collettività e utilizzatori professionali) o nella rivendita ad altri grossisti, oppure nell'agire come agente o intermediario acquistando merci per tali persone o imprese o vendendo loro merci. Le principali attività incluse sono quelle dei grossisti commerciali, ossia dei grossisti che assumono la proprietà delle merci che vendono, dei commercianti all'ingrosso, dei depositari, dei distributori industriali, degli esportatori, degli importatori e delle cooperative di acquisto, nonché delle succursali e degli uffici di vendita (ma non dei negozi al dettaglio) gestiti da unità manifatturiere o estrattive indipendentemente dai loro stabilimenti o miniere, allo scopo di commercializzare i propri prodotti e che non si limitano a rispondere a ordini mediante spedizione diretta dagli stabilimenti o dalle miniere. Sono inoltre inclusi i mediatori di merci e materie prime, i commissionari, gli agenti, gli assemblatori e gli acquirenti. Se il grossista non assume la proprietà delle merci che negozia, è classificato nel gruppo 461. Se il grossista assume la proprietà delle merci, anche se agisce per conto di terzi, è classificato nei gruppi da 462 a 469.

I grossisti svolgono frequentemente operazioni quali l'assemblaggio, il triaggio e la calibratura di merci in grandi quantità, la suddivisione, il riconfezionamento e la ridistribuzione in piccole quantità (ad esempio di prodotti farmaceutici); l'immagazzinaggio, la refrigerazione, la consegna e l'installazione delle merci, la promozione a beneficio dei loro clienti e la progettazione delle etichette.

Il commercio al dettaglio consiste nella rivendita ai consumatori finali di beni nuovi o usati destinati al consumo o all'uso personale o domestico, indipendentemente dal canale, tramite negozi, grandi magazzini, banchi e chioschi, case di vendita per corrispondenza, venditori porta a porta e ambulanti, cooperative di consumatori, case d'asta, eccetera. include la vendita di beni in sale di esposizione (dove i beni esposti possono essere acquistati), in punti vendita temporanei (ad esempio negozi effimeri) nonché in negozi di commercio al dettaglio automatizzati.

La maggior parte dei dettaglianti assume la proprietà delle merci che vende, ma alcuni agiscono come intermediari per conto di un mandante e vendono in conto deposito o su base commissionale. Se il dettagliante non assume la proprietà delle merci che vende, è classificato nel gruppo 479. Se il dettagliante assume la proprietà dei beni, anche se agisce per conto di terzi, è classificato nei gruppi da 471 a 478.

La NOGA non distingue, a livello di gruppi e classi, tra il commercio al dettaglio in negozio e quello online. La maggior parte delle attività di commercio al dettaglio opera sia in negozio sia online (oltre che tramite altri canali di distribuzione) ed è difficile distinguere i due canali di distribuzione o vendita sulla base del principale metodo di vendita. La quota delle vendite online e in negozio può variare nel tempo, influenzando la stabilità della classificazione. Il principale criterio di classificazione del commercio al dettaglio nella NOGA si basa su ciò che viene venduto e non sul canale di vendita.

Il commercio al dettaglio per corrispondenza o via Internet è classificato in base alla tipologia di beni venduti.

La distinzione tra il commercio all'ingrosso e il commercio al dettaglio non si basa sulla quantità di merci vendute, poiché il commercio all'ingrosso può essere effettuato su base unitaria, così come il commercio al dettaglio può essere effettuato in grandi quantità. La distinzione principale tra commercio all'ingrosso e commercio al dettaglio è invece la tipologia di clientela. Il commercio all'ingrosso si rivolge generalmente a imprese, mentre il commercio al dettaglio si rivolge generalmente a clienti finali, come le famiglie. Se un commerciante vende indistintamente a clienti professionali e a clienti finali ed è praticamente impossibile distinguere la tipologia prevalente di clientela, si raccomanda di considerare il commerciante come un dettagliante.

La miscelazione di bevande fornita dal produttore o da un subappaltatore è classificata come attività manifatturiera (sezione C). Se viene effettuata come operazione (o manipolazione) abituale associata al commercio, è considerata un'attività ausiliaria ed è integrata nella sezione G.

Questa sezione include inoltre:

  • attività di commercio di transito che consistono nell'acquisto di merci e nel loro spostamento da un territorio doganale a un altro. Il commercio di transito rappresenta una transazione triangolare in cui il negoziante effettua operazioni di esportazione e di importazione tra due o più paesi diversi al di fuori del proprio territorio economico. Il negoziante è proprietario della merce durante il trasporto (a differenza degli intermediari che non assumono la proprietà delle merci intermediate).
  • attività di servizi di intermediazione specializzati e non specializzati per il commercio al dettaglio, cfr. 479
  • vendita di prodotti alimentari e di bevande tramite distributori automatici o punti vendita automatizzati

Questa sezione non include:

  • commercio di energia elettrica, cfr. 351500
  • commercio di combustibili gassosi finalizzato alla fornitura di energia tramite reti di distribuzione, cfr. 352300
  • commercio di beni digitali, streaming e download di contenuti su piattaforme digitali, ad esempio e-book (libri elettronici), audio, cfr. sezione J
  • attività di rivendita di carte telefoniche prepagate e relativi servizi, cfr. 612000
  • riparazione di autoveicoli e motocicli, cfr. divisione 95
  • le associazioni cooperative; sono classificate in funzione della loro attività principale